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VOICEOVER:
zona d’ascolto
Roberto Faenza e il cinema
dalla gente

Ha preso una quindicina di scene del suo ultimo film e le ha regalate al pubblico. Che gli ha restituito un trailer bell’e pronto.
Roberto Faenza è un ragazzo di 64 anni che guarda lontano. E lo fa da tempo.
Regista impegnato per anni (un impegno scomodo per qualcuno, che gli è costato anche censure e ritiri dalle sale), ultimamente Faenza è passato ad una produzione più umana, sentimentale e intimista (come Prendimi l’anima 2003 e I giorni dell’abbandono 2005).
Mantiene, però, l’indole alla sperimentazione.
Come conferma il concorso Yourtrailer che ha lanciato in vista dell’uscita del suo nuovo film I Viceré.
Ecco la conversazione di xister con lui rispetto a questa esperienza.
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- “Crea il tuo trailer”: come è nato questo progetto?
- L’idea del progetto è venuta a un neolaureato, Gabriele Sabatino, di Scienze della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, dove peraltro insegno. Mi è sembrata una idea stimolante, in linea con alcuni progetti che sto portando avanti sulla creatività italiana, rivolti a tantissimi giovani pieni di capacità e inventiva che purtroppo, in un paese ingessato come il nostro, non riescono a trovare spazio per esprimersi.
- Con questa iniziativa lei si è fidato ciecamente degli utenti, perché?
- Semplicemente, abbiamo dato fiducia, convinti che il grado di professionalità e il talento non siano solo nei luoghi “deputati”. Il nostro è un paese dove lavorano e prosperano per lo più i già garantiti. Sono convinto che la maggior parte di costoro in un certo senso “usurpano” il territorio in cui operano, guardandosi bene dal dare spazio a tanti che pure meriterebbero. E ciò al fine dell’italica usanza per conservare il potere.
- Se ne è pentito? Lo rifarebbe?
- Non solo lo rifarei, ma presto lo rifaremo, con altre forme e modi. Del resto, i numeri confermano lo straordinario -l’aggettivo non è affatto usato a sproposito- esito dell’iniziativa: in pochi mesi oltre 34.000 sono stati i contatti al sito; 1.500 gli iscritti al concorso; oltre 500 i trailer ammessi, dei quali la maggior parte di fattura eccellente.
- In che modo i trailer che hanno vinto sono riusciti a convincerla? Questi saranno gli unici a presentare il film al pubblico oppure ce ne saranno altri realizzati dalla produzione?
- I Vicerè uscirà nelle sale il prossimo 9 novembre e in queste settimane stiamo approntando la campagna di lancio, nella quale i trailer avranno notevole importanza. I trailer selezionati sono stati un ottimo test per capire quali le sequenze e quali i temi che colpiscono di più lo spettatore comune, che poco o nulla sa del film e che deve valutare se gli interesserà o meno vederlo. Per esempio, la maggior parte dei trailer inviati ha privilegiato il tema della conflittualità generazionale, ovvero lo scontro in atto tra il padre tiranno, Giacomo, e i figli Consalvo e Teresa (interpretati da Lando Buzzanca, Alessandro Preziosi e Cristiana Capotondi). Questo è un elemento di cui terremo conto e che ci ha molto aiutato nell’individuazione delle scelte da evidenziare. Quanto al trailer finale, siamo a un bivio: per quello da usare nei cinema (la cui durata è superiore al minuto) ne costruiremo uno ad hoc, mentre per gli spot da usare in tv (trenta e quindici secondi), seguiremo lo stile e l’ideazione del vincitore del concorso, che ci è piaciuto perché ha dato una cifra di modernità a una storia solo formalmente ambientata nel passato.
- Cosa avranno di diverso dai soliti trailer?
- Credo che i trailer selezionati abbiano, rispetto a quelli tradizionali, una consistente dose di “freschezza” e di originalità. Non possiamo però aspettarci più di tanto, né una marcata diversità. Sarebbe come se in letteratura ci si aspettasse un linguaggio totalmente innovativo da parte dei giovani scrittori rispetto ai già conosciuti. Sempre letteratura è.
- Sembra che gli User Generated Content, ossia i contenuti realizzati dagli utenti, avranno un ruolo sempre più pregnante nella comunicazione. Quale potrebbe essere il loro risvolto nel cinema?
- I produttori di cinema americani, che sono i più attenti ai cambiamenti di umore del pubblico, specie di quello più giovane (che ormai rappresenta la maggior porzione del mercato mondiale), sono terrorizzati da quello che accade in Internet. Temono di essere scavalcati nell’ideazione e nella fruizione di nuovi contenuti. Soprattutto temono di non avere un ruolo e di non riuscire a commercializzare la nuova ondata dell’user generated content. Effettivamente, nell’era del sampling, del remixing e del reshaping, le opere, da individuali, diventano sempre di più frutto del lavoro collettivo. Un recente convegno tenuto al MIT dal titolo “Creativity in the digital era” ha evidenziato che nel giro di un decennio nulla sarà più come prima. Non sarà l’apocalisse, ma anche il cinema non potrà non tenerne conto. Personalmente penso che un eventuale sviluppo del cinema potrebbe essere di guardare a Internet non come a un rivale, ma come a una opportunità per mutuare e sperimentare nuovi linguaggi e, soprattutto, nuovi formati. Tutto ciò non riguarderà direttamente il cinema inteso come spettacolo da “fruire” nel buio delle sale cinematografiche, ma riguarderà una mutazione già in atto: il passaggio dalla figura del filmaker (che ha avuto fortuna negli anni Settanta per poi declinare rapidamente sino a scomparire) alla figura del Internetmaker.
I vincitori del concorso hanno un’età compresa tra i 20 e i 40 anni.
- Anche l’idea di “Crea il tuo trailer” è nata da un giovane laureato: la Rete è solo roba loro?
- La rete è principalmente fatta e frequentata da un pubblico giovane. Ma più che giovane anagraficamente, lo definirei giovane mentalmente. I naviganti rappresentano un pubblico stanco del solito tran tran mediatico, in fuga dalla bassezza alla quale è ormai pervenuta la televisione.
- Qual è un aspetto positivo e uno negativo di questa esperienza?
- Positivo: aver avuto la conferma che c’è in giro una gran quantità di persone davvero stimolanti. Negativo: non poter entrare in contatto con tutti, ma solo con una parte di loro. Ciò per ovvi motivi di spazio e di tempo.
- Crede che ne farà tesoro per i suoi prossimi film?
- Sicuramente. Ma soprattutto ne farò tesoro per una serie di iniziative che stiamo mettendo a punto con gli stessi ideatori del progetto di Youtrailer, da lanciare in rete nei prossimi mesi.
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