Il “periodo verde” di internet inizia con un google nero.
La provocazione l’ha lanciata un blog: e se il gigante del search engine si vestisse di nero?
Secondo il blog EcoIron, infatti, con questo escamotage il consumo energetico annuo diminuirebbe considerevolmente. Detto, fatto.
Da qualche settimana è online Blackle.com: invece del solito sfondo bianco, l’homepage del motore di ricerca ambientalista è completamente nera.
Secondo uno studio di qualche anno fa, infatti, uno schermo scuro consuma decisamente meno elettricità di uno chiaro.
Dal momento della provocazione “c’è stato scetticismo sul senso del risparmio energetico che può essere raggiunto e il costo dell’operazione in termini di leggibilità di pagine web nere”.
Sulla versione sostenibile di Google si leggono le motivazioni della scelta: “crediamo nella validità dell’idea perché, anche se i risparmi energetici sono piccoli, si sommano. E poi siamo convinti che vedere Blackle ogni volta che carichiamo la pagina del browser ci ricorda che dobbiamo continuare a fare piccoli passi per risparmiare energia”.
Secondo i calcoli si arriverebbe ad un consumo minore dei monitor dei consumatori con un risparmio annuo di 3000 Megawatt/ora.
L’operazione si inserisce in un “periodo verde” del web.
Già dai primi mesi, infatti, il 2007 si caratterizza per iniziative che mirano alla sensibilizzazione dei navigatori e all’apertura di nuovi spazi di discussione sui problemi ambientali.
I guru del posizionamento ritengono che non si parla abbastanza di riscaldamento climatico.
La soluzione la trova la società svedese GetUpdated, che indice una gara, la Seo world championship, per dare la giusta collocazione alla parola che mobilita gli ambientalisti di tutto il mondo: “globalwarminawareness2007”.
La sfida è aperta a tutti gli esperti di ottimizzazione per i motori di ricerca.
E intanto Blackle continua a contare i watt risparmiati.