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photo credits: Matteo Musci

VOICEOVER: zona d'ascolto
INTERVISTA a Davide Caforio

Designer, 1° guest owner di RADIO

Quando parla di artigianalità sintetizza tirando in ballo “il romanticismo della produzione materica”. Davide Caforio, della prima ondata di skaters Italiani, è un profondo conoscitore della corrente culturale che si fonde tra surf, skateboarding e punk rock negli Stati Uniti a partire dagli anni ‘70. Oggi disegna e produce mobili realizzati a mano, e customizza artigianalmente moto da corsa. È lui il primo guest owner di Radio: per due mesi sarà il padrone di casa di via Pestalozzi 4 e qui ci racconta l’handcraft dal suo punto di vista.

Davide, cos’è oggi l’artigianalità?
Oggi il lavoro artigianale sta cambiando, in qualche modo rinascendo. Nel corso di questi ultimi decenni si è visto un abbattimento culturale del prodotto, grazie alla sua produzione e diffusione di massa, si compra, ma non si sa sempre esattamente cosa e con quale scopo. Chi può culturalmente ed economicamente scegliere, sta riscoprendo il valore dell'oggetto artigianale in quanto prodotto sartoriale, fatto a mano e su misura. In alcuni casi l'hand-crafted e/o il custom-made, vengono considerati come la necessità di concepire/possedere un oggetto unico. In questo modo ci si avvicina all'idea della nuova artigianalità. L'artigianato conosce nuova vita grazie alla matrice culturale contemporanea in cui il singolo desidera essere parte del processo ideativo e costruttivo senza essere obbligato all'omologazione della produzione in serie. L'hand-crafted è oggi la consapevolezza culturale delle possibilità umane in quanto capacità sensoriali. In maniera molto semplice direi che è il romanticismo della produzione materica.

Qual è il nuovo significato che assume una moto da corsa customizzata, come quelle da te realizzate?
Le moto da corsa sono oggetti unici, e ancor più rari, la possibilità di possederne una è molto remota se non per pochi ultra facoltosi. La mia idea di moto si ispira alla gloriosa storia delle corse italiane e dell'evoluzione di questo tipo di motociclismo. L'idea di fare moto, di trasformarle è ispirata dalla bellezza di quei periodi storici, dall'aspetto estetico ma anche comportamentale che fino a pochi anni fa distingueva il pilota di moto. Fino a quando le corse erano meno business e più rischio, allo stesso modo i piloti erano popolari ma anche eroi della polvere, guerrieri della velocità, ispirati dal pericolo stesso, vederli correre poteva forse dare l'idea che più di tutto mettessero il cuore e la pancia in quello che facevano importandosene poco della pelle. La mia idea di custom guarda sempre a queste icone, prima di tutto deve esserci lo spirito nelle moto che elaboro, rendendole un prodotto unico, logicamente bello, ma di ispirazione, che sembri appartenere ad un limbo storico e ad una sorta di Olimpo meccanico. Vorrei che qualunque moto su cui ho la fortuna di mettere mani, testa e cuore, sia in grado di restituire anche solo con poche occhiate questa sensazione.

• In termini di personalizzazione di prodotto, di dettaglio nel servizio, di unicità della proposta, cosa può dare la nuova artigianalità ai brand?


La possibilità di intervenire su un prodotto, senza necessariamente passare dalle fasi produttive di industrializzazione rende più veloce la conoscenza di quell'oggetto a ponte con la richiesta del singolo cliente. L'industria è realizzata in scatole compartimentali, evadere questo sistema non è sempre possibile, rischiando di creare ovvie interruzioni di produzioni, con notevoli perdite di tempo e soldi.
È possibile appoggiarsi al lavoro di esterni o di una struttura interne adibita al servizio dettagliato su richiesta del cliente, una sorta di customer care, molte industrie e società comprendono l'importanza di questo aspetto. Ovviamente l'esclusività, l'unicità del prodotto è uno status, che ha un alto valore di marketing quando rimane tale. Non è necessario però che questa destinazione sia una scrematura solo dal punto di vista economico. Va da sé che se la qualità del prodotto è riconosciuta, lo stesso prodotto ne giova in termini di impatto socio-commerciale. Un brand può avvalersi di una serie di prodotti realizzati o finiti in termini più artigianali. Se questo viene fatto passare nel giusto modo, il prodotto ne giova indubbiamente. Ancora di più in questo particolare momento storico, in cui tutto si muove troppo velocemente e nessuno sembra più indispensabile in questi momenti puntare sull'unicità e l'artiginalità può essere un'ottima arma. L'artigianalità può dare personalità a quel dato prodotto di punta o alla struttura stessa.



• Che tipo di persona è quella che oggi apprezza il lavoro artigianale?


Chi apprezza oggi il lavoro artigianale non è un solo soggetto unico ed identificabile. In ogni caso il cosumer di riferimento vuole però in unico modo contraddistinguersi dalla massa e anziché essere attratto dal prodotto POP, è invece desideroso di avere per le mani un risultato a cui anche la sua personale visione e il suo gusto ha reso possibile la costruzione dell'oggetto stesso, cioè vuole sentirsi attivo e non passivo nel ruolo economico-consumistico. Questa sorta di interscambio tra chi realizza e chi commissiona è necessaria ad una gratificazione finale e continua di poter possedere un oggetto unico. Questa persona apprezzerà culturalmente questo tipo di approccio considerando fors'anche inconsciamente la necessità di essere l'acquisitore, (il committente, il mecenate) di una "passione" per un prodotto realizzato completamente o in parte a mano ed unicamente per egli stesso.



Sei il primo Guest Owner di Radio. Come pensi di proiettare la tua presenza nel nuovo spazio?


Con la mia presenza in RADIO per questi 2 mesi vorrei mostrare proprio questo aspetto, raccontando non solo delle possibilità di scelta diversa, ma parlando anche del crossing che realtà apparentemente distanti possono avere e hanno avuto. La cultura motociclistica, il surf, lo skateboarding, attraverso l'immaginario grafico, la musica, l'arte contemporanea e l'attitudine caratteriale.
Come queste realtà abbiano trovato nel corso della loro storia un incrocio possibile e la necessità di non omologarsi, abbia creato una visione alternativa, spesso non condivisibile e criticabile dalla massa ma vera e necessaria, culturalmente all'avanguardia e a volte vincente. Vorrei mostrare un altro aspetto che può essere dedotto dall'artigianalità, non solo come "prodotto a mano" ma come necessità di non crescere, di rifiutare il mondo adulto, quello della produzione industriale bieca e cinica, quindi una sorta di "YOUNG TILL I DIE" del mercato produttivo.

• In questo interscambio di esperienze, quali sono le tracce che vorresti lasciare in via Pestalozzi e cosa immagini di portare via con te alla fine dei due mesi?
Spero di poter riceve dalla gente che visiterà ed entrerà in contatto con Radio diversi punti di vista e capire meglio contesti differenti a cui poter in qualche modo approcciare. La possibilità di ampliare le vedute e le collaborazioni a cui fare fronte sono uno stimolo. Vorrei uscire da RADIO con nuove idee e progetti interessanti a cui dedicarmi...

Leggi il blog di Davide Caforio

 

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