XISTER newsletter > Anno 2 > numero .14 > Luglio 2009



VOICEOVER: zona d'ascolto
INTERVISTA a Roberta Magnani

Web strategist, Unversal Pictures.

Il cinema nell’era del web collaborativo.
Con i suoi vantaggi e i suoi rischi, alle prese con uno spettatore che è prima di tutto un internauta.
Roberta Magnani, web strategist di Universal Pictures ci racconta come le case di distribuzione ripensano se stesse. Soprattutto in un periodo in cui l’estate non è più sinonimo di stand-by per il grande schermo. E con la consapevolezza che si tratta di intercettare nicchie sempre più piccole e difficilmente raggiungibili.

Come cambia la strategia di lancio di una pellicola nell’era dei social network? ?
I Social media si presentano con un set di caratteristiche che risultano essere i veri spunti di coinvolgimento dell’ audience. Tutto questo richiede nuove metodologie di pianificazione e di valutazione delle attività  da sviluppare. Il vantaggio dei social network è sicuramente il basso costo ed il nuovo approccio strategico al web collaborativo.

Credi che la possibilità di avvalersi del web 2.0 dipenda dal tipo di film o è una via sempre praticabile?
Sicuramente ci sono film più adatti per essere lanciati sui Social Network.
I sequel sicuramente sfruttano l'awareness del titolo, un esempio pratico è il lancio appena sviluppato per Transformers 2 - La vendetta del caduto. Altrettanto in target con il mezzo risultano essere i blockbaster americani e i film di animazione sia per la ricchezza e la varietà degli asset a disposizione che per l’interesse e il coinvolgimento che esercitano generalmente sui fruitori della rete.
Rimangono sempre validi i plus principali della presenza dei Film / Titoli nei Social Network:
- Interazione tra gli utenti
- Utilizzo dei contenuti generati dagli utenti
- Contenuti rich e condivisibili
- Generazione di “brand entusiasts”
- Diffusione continuativa e permanente

• Spesso distribuite titoli che prevedono pubblici piuttosto eterogenei. Come riuscite ad intercettare gli interessi di spettatori tanto diversi tra loro?
Il web non è un medium di massa, ognuno si collega quando vuole.
Ritmi personalizzati, modalità di fruizione segmentate, siamo di fronte ad un proliferare di nicchie difficilmente raggiungibili se non vi è un coinvolgimento diretto e attivo dei partecipanti. Gli internauti, soprattutto under 30, scelgono e sfruttano a loro vantaggio gli strumenti del web sociale: fanno blogging, commentano, scambiano opinioni, recensiscono film e prodotti. Sicuramente ci basiamo su un nuovo modello di marketing, che sta cambiando le regole del gioco:
il marketing C-to-C (consumer to consumer).

• Da qualche anno l’estate non è più sinonimo di stand-by per la distribuzione cinematografica. Quali sono le dinamiche dietro questa nuova strategia? È una scelta che paga?
Quest’anno c’è stata una programmazione a tutto campo, l’obiettivo è stato spalmare il prodotto
sull’arco dell’intera stagione. Crediamo in questa logica: siamo stati -come UPI- tra i primi distributori a investire nel “prolungamento della stagione” lanciando film della portata di Mission Impossibile; nel tempo abbiamo continuato a crederci (vedi “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, “L’Incredibile Hulk” e l’ultimo “Transformers- La vendetta del caduto”).
Fino a questo momento abbiamo raggiunto i nostri obiettivi per cui pensiamo che sia sicuramente una scelta che paga.

Pensi che per il lancio di una pellicola sia importante avvalersi di soggetti con esperienze in ambiti diversi (non solo professionisti della comunicazione, ma anche operatori esperti in organizzazione di eventi, contesti istituzionali, mondo culturale e accademico…)?
La nuova sfida per i pubblicitari del XXI secolo è cercare una strada per star dietro a questi nuovi scenari, è quindi necessario utilizzare messaggi che siano innanzitutto fonte di intrattenimento e che siano in linea con elementi interattivi. Ovviamente bisogna sviluppare un approccio quanto possibile “olistico”, coinvolgere più figure professionali per sviluppare una comunicazione integrata ed efficace.



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