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XISTER newsletter > Anno 2 > numero .11 > Febbraio 2009


"VOICE OVER"
INTERVISTA AD ALBERTO ABRUZZESE, STEFANO BATTIONI E LUIGI RUBINELLI.


Crollo della produzione, contrazione della crescita, riduzione del fatturato, tagli del personale. Quando fanno troppo rumore le parole si svuotano. E restano puro significante che non produce senso. Che qualcosa, a modo loro, vogliano dire, queste frasi fatte sui giornali, non dubitiamo. Cosa stiano lì a significare, sulla carta e sulle labbra, ce lo siamo chiesto, ma abbiamo preferito che a dare una risposta fosse qualcun altro rispetto a noi.
La chiave di volta per non restare impigliati è capire cosa sta succedendo: consumatori più razionali che spendono meno come effetto della diminuzione di capacità di acquisto. La diretta conseguenza è un agire mirato da parte delle marche: personalizzazioni e localismo dovranno tenere su tutto, con un'ottimizzazione indispensabile della comunicazione. Che non va ridotta ma indirizzata verso nuove soluzioni. E un invito: “Se ora bisogna spendere senza sprecare, allora affrettiamoci a trovare contenuti”. Parola a Alberto Abruzzese (Università Iulm), Stefano Battioni (ILLVA Saronno) e Luigi Rubinelli (Mark up).
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FACE THE CRISIS

I mezzi d'informazione non hanno dubbi e gridano con insistenza allarmante la presenza di una crisi senza precedenti. Borse in calo, consumi ai minimi, vertici straordinari per individuare soluzioni globali. Ma una volta spenta la TV e sfogliata l'ultima pagina del nostro quotidiano preferito cosa resta oltre alla preoccupazione diffusa e generalizzata?
Sono tutti impegnati a capire cosa, come e quanto tagliare. Personale, investimenti, budget, produzione. Il panico non fa sconti e colpisce indistintamente come le cesoie di un giardiniere che non tiene conto delle stagioni e dei cicli di vita del giardino che ha in cura.
Ma siamo davvero certi che non possa fiorire niente di buono?

Proviamo a spostare il punto di osservazione per raccontarvi una storia diversa che ha per protagonisti le parole opportunità, reazione, novità, pensiero e decisione.
L'incipit ci é suggerito dai significati meno conosciuti della parola "crisi" e dalla sua etimologia. Deriva dal termine greco Krisis che significa 'scelta, decisione'.
La crisi rappresenta, quindi, un momento decisivo. In una storia, nel commercio, nello stato emotivo di una persona. Un momento decisivo, in divenire. Niente é ancora definito e questo è il bello. É il punto di svolta, l'inizio del cambiamento, il colmo, l'acme, il bivio.
Sfruttiamo questa occasione per fare delle scelte. Cerchiamo di capire come sfruttare meglio gli investimenti. Valutiamo la possibilità di nuovi canali. Crediamo nei contenuti e nella loro capacità di generare relazioni forti e durature con il target. Manteniamo le promesse, perchè mai come in questo momento l'attenzione dei consumatori è focalizzata su di noi.
Questo é l'inizio di una nuova storia. Il finale dipende dalle decisioni che prenderemo.

E ricordiamo che, come sempre, si potrà scegliere tra la strada più semplice e quella più giusta.

Enjoy.


FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI



Le promesse vanno mantenute. Guai a non farlo. É una regola che abbiamo imparato nei cortili di scuola, tra un nascondino e una merenda. E che mai come ora diventa imprescindibile per chi é alle prese con produzioni in forte calo e fatturati da far quadrare. Per molti brand l'arma per affrontare la crisi sarà proprio l'onestà. La maschera deposta in cambio della fedeltá del consumatore. Che chiede, per la scelta fatta, di avere quello che gli é stato promesso.
T Mobile, compagnia telefonica inglese, ad esempio, ha messo le mani avanti. Visto che nessuna rete ha una copertura del 100%, la compagnia ha ideato lo StreetCheck, un controllore online della copertura di rete. Chiunque, prima di sottoscrivere un contratto, puó verificare che nei luoghi in cui utilizza più spesso il telefono sia garantita la rete. Risultato: nessuna sorpresa negativa e un riconoscimento duraturo alla compagnia.
Ad indagare sulle tendenze piú recenti dei direttori marketing é l'agenzia internazionale Gyro, che con una indagine realizzata qualche mese fa ha chiarito quanto, dati alla mano, sia indispensabile la fiducia del consumatore in un momento come questo. Anche perchè, in fondo, sta tutto lì: fare quello che si dice, o meglio, promettere solo quello che si può davvero fare.

Guarda l'indagine


LA STRATEGIA DEL SORRISO


Se l'umore cala, una prima mossa potrebbe essere quella di farlo risalire.
Devono averla pensata cosí alla Pepsi, che proprio in questi mesi ha deciso di dare una rinnovata alla strategia comunicativa. Il primo segno di cambiamento sarà evidenziato dalla modifica del logo: la fascia bianca assumerá un aspetto più curvilineo andando ad accennare un sorriso. Sorriso che si farà più evidente su Diet Pepsi per poi diventare una risata per Diet Pepsi Max.

Della stessa opinione anche il leader dei soft drink. La Coca-Cola vira verso l'ottimismo, passando da “The coke side of life” a “Open Happiness”. Con questo pay-off circolano già sul web una serie di video che hanno come comune denominatore il concetto di felicità. Al momento la campagna è su Youtube, ma tra poco arriverà anche in TV.
 

XISTER FACES THE CRISIS



"Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti"
[Charles Darwin 1809-1882]
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