|
|

 |
XISTER newsletter > Anno 2 > numero .9 > Dicembre 2008
|
 |

|
|
VOICEOVER: zona d'ascolto
INTERVISTA a Josè Manuel Irigoyen
Responsabile Ufficio Comunicazione - Fondazione Musica per Roma.
L’architetto che l’ha progettato, Renzo Piano, ne parla come una “fabbrica di cultura”. E da quando è nato, era il 2002, più di un milione di persone all’anno ci mette piede per godere delle iniziative poliedriche proposte: musica, teatro, letteratura, cinema, arte... L’Auditorium Parco della Musica per Roma è un esperimento ben riuscito. Josè Manuel Irigoyen, responsabile della Comunicazione, ci racconta la combinazione di elementi che ne ha determinato il successo.
|
• Dalla musica classica alle melodie elettroniche: l’Auditorium Parco della Musica di Roma si è distinto sin dalla sua nascita per la capacità di condensare in un'unica istituzione una poliedricità di espressioni artistiche. Come siete riusciti ad ottenere un risultato di successo senza rischiare di creare un’immagine ambigua?
L’Auditorium è cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni anche grazie alla sua programmazione molto variegata. Il grande obiettivo che si era preposto era quello di diventare un posto nel quale andare per passare un po’ di tempo, un posto che desse la possibilità di venire con tutta la famiglia.
Il successo si è ottenuto soltanto facendo dei piccoli passi uno alla volta, proponendo delle manifestazioni per tutti cercando però di non cadere nella banalità.
L’Auditorium deve essere un posto dove la cultura, in tutte le sue forme, sia accessibile a tutti.
• Credi che i pubblici che frequentano i diversi generi degli appuntamenti che proponete abbiano comunque qualcosa in comune (nonostante i gusti distanti)?
Sicuramente tutti gli utenti dell’Auditorium hanno qualcosa in comune e cioè la curiosità. Tutti gli utenti dell’Auditorium sono molto curiosi e molto attenti a quello che succede intorno a loro.
• Non solo musica: l’Auditorium è un centro culturale che ospita anche eventi di letteratura, teatro, cinema, scienza… Nel plasmare la propria indole, il centro si è ispirato a qualche istituzione europea o mondiale già esistente?
Ovviamente esistono delle istituzioni che sono state in qualche modo il modello seguito dall’Auditorium come il Lincoln Center di New York, la Sydney Opera House o il Barbican Centre di Londra.
• Quanto contano nella comunicazione dell’Auditorium le potenzialità dei new media (sito web; newsletter, social networking, ecc.)?
La comunicazione nei new media è molto importante per l’Auditorium se teniamo soltanto conto che tramite il nostro sito transitano oltre 1 milione e trecentomila visitatori che comprano biglietti e si informano di quello che succede nella nostra struttura.
Un 40% dei biglietti vengono venduti tramite la rete.
• A breve inizierà la terza stagione della rassegna Meet in Town, uno spazio dedicato alla musica elettronica, che ha trovato nell’Auditorium una location accogliente, ma anche insolita per il genere di sound proposto. Perché avete scelto di includerla nel vostro calendario?
Meet In Town ha permesso di aprire l’Auditorium a un altro tipo di pubblico che lo frequentava poco o non lo frequentava affatto. È stato anche un modo di dare alla nostra struttura una nuova immagine, quella di un club che era forse quella che mancava e che personalmente penso dovesse essere presente in questa “factory”.
|
RSS
|
|
|
|